Il concetto di streaming è strettamente legato
a quello di "networking" e, più in
generale, a quello di Internet. La tecnologia streaming,
infatti, consente la trasmissione di informazioni
(siano esse contenuti audio, video o di altro genere)
tramite la loro suddivisione in parti più piccole
(pacchetti) che possano essere trasmessi più
agevolmente attraverso la rete.
I vantaggi derivanti da tale procedura sono in parte
comuni a quelli della trasmissione di informazioni
tramite Internet (velocità, maggiore affidabilità,
ecc.); nel caso particolare dello streaming, la suddivisione
dell'informazione originale e la successiva trasmissione
in forma di pacchetti consente di avviare la riproduzione
di un file multimediale, prima che tale file sia stato
trasferito completamente nel computer che ne ha fatto
richiesta.
Ma, se il contenuto di un pacchetto fosse riprodotto
non appena giunto nel computer, si assisterebbe a
frequenti interruzioni nella riproduzione. Per meglio
comprendere questo concetto, si pensi al caricamento
nel browser di una pagina web: le immagini e il testo
vengono mostrati non appena il computer li riceve
e spesso è necessario attendere qualche istante
prima che la pagina appaia completamente.
Per superare questo inconveniente e garantire una
riproduzione fluida e ininterrotta, i software dedicati
alla riproduzione via streaming realizzano il buffering
dei pacchetti prima di iniziare la riproduzione. Il
buffering è la raccolta e la memorizzazione
di un buon numero di pacchetti prima che la riproduzione
della trasmissione via streaming venga avviata.
I lettori multimediali più diffusi permettono
di variare il tempo di buffering, per adeguarlo per
esempio al tipo di connessione utilizzato.
Per trasmettere un file in streaming è necessario
sottoporre tale file ad una procedura di codifica,
(encoding). La fase di encoding tiene conto dell'ampiezza
di banda che avrà a disposizione il destinatario
ultimo della trasmissione.
Uno dei parametri più importanti quando si
parla di trasmissioni streaming è appunto l'"ampiezza
di banda", ovvero la quantità di informazioni
che possono transitare su un cavo in una determinata
quantità di tempo.
Una connessione con una
maggiore ampiezza di banda permette di ricevere una
maggiore quantità di informazioni e generalmente,
nel caso di una trasmissione streaming, contenuti
audio e video qualitativamente superiori.
Molti siti che offrono contenuti via streaming prevedono
versioni differenti da trasmettere, a seconda del
tipo di connessione utilizzata dai propri utenti (per
esempio, una versione pensata per una connessione
analogica e un'altra per una connessione "a banda
larga").
Giunti a destinazione, i pacchetti trasmessi via
streaming vengono elaborati dal software utilizzato
per la riproduzione e, in particolare, vengono decodificati
con l'ausilio di un apposito codec. |